Vallée d’Aoste Jambon de Bosses – 100 motivi per visitare la Bottega


Vallée d’Aoste Jambon de Bosses – 100 motivi per visitare la Bottega

Quale miglior modo di presentare la nuova rubrica “100 motivi per visitare la Bottega” se non iniziando da una delle nostre punte di diamante, un prodotto DOP di pregio con alle spalle una storia centenaria: oggi vi presentiamo il prosciutto crudo Vallée d’Aoste Jambon de Bosses.
Se non lo avete ancora provato, venite ad assaggiarlo alla Bottega del Masetto e lasciatevi conquistare dal suo profumo delicato e dal suo gusto dolce e sapido allo stesso tempo.

Il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses, recentemente classificato fra i 5 migliori prosciutti crudi d’Italia, è attualmente la D.O.P. più alta d’Europa, con un’area di produzione limitata al solo Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, sito ad una altitudine attorno ai 1600 m s.l.m.

La Valle del Gran San Bernardo, molto trafficata sin dall’antichità, nel Medioevo, entrando a far parte della cosiddetta via Francigena, divenne una tra le vie di transito più praticate dell’Europa occidentale, nonché veicolo di cospicui traffici commerciali e, di conseguenza, esposta alle scorrerie di predoni di varia natura. Per questa ragione, una comunità di Canonici Agostiniani decise di edificare una chiesa e un ospizio dove accogliere i passanti, dare loro cibo ed alloggio e soccorrerli in caso di necessità.
Ben presto i signori più potenti, i vescovi e i papi si accorsero dell’importanza dell’opera di assistenza offerta dagli Agostiniani, concedendo loro grandi benefici fiscali ed economici; anche il popolo iniziò a ricompensare i monaci per il loro operato con donazioni di beni tra cui già figura lo Jambon de Bosses. Altre numerose testimonianze, tratte dai registri inventariali di vendita o scambio di tybias porci risalenti al XIV secolo, confermano la presenza dello Jambon de Bosses fin dall’antichità. Una produzione, quella del Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP, arrivata fino a noi senza sostanziali varianti grazie alla passione della piccola comunità di Saint-Rhémy-en-Bosses desiderosa di mantenere questa lunga tradizione secondo i propri più rigorosi canoni conservando le peculiarità di questa antica ma sempre attuale prelibatezza.

Per la sua produzione, possono venire utilizzate solamente cosce di suino di razza pregiata (suino pesante italiano) proveniente da allevamenti situati nel territorio delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I suini nati, allevati e macellati nelle suddette regioni sono conformi alle prescrizioni già stabilite a livello nazionale per la materia prima del prosciutto di Parma DOP e San Daniele DOP e alimentati negli ultimi due mesi con sostanze ad alto contenuto proteico, con esclusione di mangimi concentrati. I suini devono essere di peso non inferiore ai 160 kg e di età non inferiore ai nove mesi.

La coscia, attentamente scelta tra carni di elevatissima qualità, viene salata a secco, con aggiunta di aromi naturali: pepe macinato e in grani, salvia, rosmarino, aglio, ginepro, timo, alloro e erbe autoctone. Qualsiasi tipo di additivo, ivi compreso il salnitro, è espressamente vietato dalle Norme relative alla tutela della denominazione di origine del Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP.
Durante i venti giorni successivi alla salatura, la coscia viene massaggiata per favorire la fuoriuscita di siero e sangue. La maturazione si svolge in ambienti igienicamente controllati, in grado di simulare l’ambiente che nel passato era caratteristico dei luoghi di maturazione: le cantine umide e i fienili. Dopo tale periodo la coscia viene lavata e asciugata, la testa del femore e le superfici esposte vengono ricoperte con abbondante pepe macinato grossolanamente per evitare l’ossidazione ed infine viene messa a stagionare.

Il periodo di stagionatura si sviluppa da un minimo di 12 mesi sino a 30 mesi in luogo fresco in grado di riprodurre l’ambiente dei rascard, tipiche costruzioni in legno delle case rurali, che conservavano anche i fieni o delle camere del prosciutto. In particolare queste ultime, presenti in ogni baita, erano esposte a Nord e rivestite di legno ad evitare bruschi sbalzi di temperatura.

Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP ha un profumo di carne stagionata delicato e aromatico. Il sapore è sapido con punta di dolce e sottofondo aromatico, con una delicata venatura di fieni e di selvatico. Il grasso si ammorbidisce già a 16-18 gradi. La forma è naturale semi-pressata con legatura a mezzo di corda nella parte superiore del gambo, il peso non può essere inferiore a 7 kg. L’aspetto esterno è di colore giallo paglierino con superficie liscia della cute nella parte esterna della coscia, leggermente pieghettata nella parte interna della coscia. Il gambetto deve essere piegato di almeno 30 gradi. Al taglio, il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP presenta massa muscolare compatta e soda di colore rosso vinoso con fibra consistente, il lardo è sodo e brillante con sfumatura rosa nella parte più esterna.

Tra le numerose qualità che hanno permesso al Vallée d’Aoste Jambon de Bosses di ottenere la Denominazione di origine protetta troviamo da un lato l’ambiente con un microclima particolare dall’altro l’abilità degli uomini, la produzione artigianale e la tecnica tramandata nei secoli e alla quale la comunità è ancora profondamente legata. Questo marchio, che si definisce nell’assoluta identificazione del prodotto, prevede una serie di controlli costanti e altre piccole attenzioni uniche nel loro genere quali ad esempio la stagionatura su letto di fieni cambiato con frequenza regolare. Riconosciuta dalla Comunità Europea con Reg. CE n° 1263 del luglio 1996 e garantita dal Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, la DOP attesta la conformità di tutta la filiera produttiva ai parametri previsti dal disciplinare di produzione, assicurando la massima qualità ai consumatori e, al tempo stesso, tutelando il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP dalle imitazioni. Il metodo di lavoro è antico e sempre uguale, mantiene inalterate le virtù di questo prosciutto crudo unico nel suo genere e raro essendo la produzione limitatissima, meno di 3000 cosce all’anno.